sabato 31 maggio 2008
1.3 Guerra e "bambini svegli delle elementari"
Vi voglio raccontare una cosa. Cercherò di sbrigarmi, ma si tratta di una cosa che mi brucia così tanto che mi fa incacchiare ancora adesso, quindi potrei andare avanti per molto. Tempo fa c'era un fumetto, tale PKNA - Paperinik New Adventures, frutto di una piccola ribellione di Disney Italia che rivoluzionò il nostro modo di intendere i fumetti Disney all'italiana, portando nuovi temi e nuova forza nelle storie del suddetto Paperinik, che all'improvviso si trovò ad affrontare vampiri spaziali succhiaemozioni, pirati temporali e quant'altro. Non erano storie per bambini - erano storie per tutti, e ognuno ci leggeva qualcosa in più, come le migliori favole. Amai quel fumetto tanto da fare una scuola d'arte, perchè anch'io volevo creare storie come quelle. Un brutto giorno, però, Disney america si intromise, ordinando la produzione di una terza serie [in seguito alla chiusura della prima storica PKNA e della fallimentare Pk2], in modo da importare questo personaggio [negli USA Paperinik non esiste]. La direttrice di Disney Italia all'epoca disse che avrebbero dovuto abbassare leggermente il loro target, dai 15-16 anni di PKNA ai "bambini svegli delle elementari". Inutile dire che si trattò di un obbrobrio di proporzioni epiche. Se PKNA poteva raccontare persino la morte in maniera accettabile per i bambini come per i ragazzi - in modo abbastanza leggero da venire accettato dai primi, in modo abbastanza poetico da venire apprezzato dai secondi -, la terza serie era evidentemente una riduzione all'eccesso del potenziale della serie. Ma mi sto perdendo. Quello che volevo dire è che in Nauros si parla di guerra, di morte, ma non per questo ho pensato che andasse censurato. Man mano che lo scrivevo lo leggevo a mia sorella, 9 anni meno di me, senza problemi di sorta. E che problemi avrebbero potuto esserci? I "bambini svegli delle elementari" non sono, come potrebbe sembrare da certi fumetti o cartoni animati, quei bambini che a 8 anni si mettono la camicia ogni giorno e che si dilettano col piccolo chimico, ma sono quelli che guardano il telegiornale con mamma e papà alla sera e sentono di mamme che spaccano la testa ai figli [Cogne], di bambini persi [i fratellini.. credo pugliesi.. vabbè] e quant'altro. I bambini percepiscono la violenza che li circonda, e a nulla serve chiuderli dietro un velo d'ignoranza - le favole servivano proprio a questo, a quello che bisognerebbe fare oggi e che pochi genitori fanno: parlare con i bambini come se fossero dei loro pari (anche perchè un giorno lo dovranno diventare), spiegandogli cosa accade nel mondo. Con i dovuti toni, certo, ma spiegandoglielo. Altrimenti quei bambini "svegli" si addormenteranno per il resto della vita.
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